Ormai si sta scrivendo di tutto su ciò che accade in Tibet e sul comportamento della Cina, ma in particolare non si sprecano parole sull'atteggiamento che tutti noi dovremmo avere nei confronti di ciò che lì sta succedendo.
Sostanzialmente ci si divide tra chi vorrebbe che si boicottassero i giochi olimpici e chi invece giudica questo atteggiamento assolutamente inutile e anzi controproducente.
Mi piacerebbe spendere due parole su quest'ultima tesi: si sostiene che il boicottaggio rappresenterebbe una maniera di agire inutile, controproducente e codarda.
Inutile perchè non sposterebbe di un millimetro le posizioni della dirigenza cinese e controproducente perchè il fallimento di una manifestazioni in cui si sono profusi ingentissimi investimenti porterebbe ad una reazione a catena ugualmente eclatante: innalzamento delle barriere doganali e blocco degli investimenti dei paesi boicottatori.
Mi sembra che siano proprio queste parole codarde ed inutili, perchè in primo luogo riportano il concetto di giusto e sbagliato (da dirsi o da farsi) ad una mera transizione commerciale (cosa mi conviene, cosa potrà essere controproducente per le mie tasche); in secondo luogo sull'inutilità del gesto a me piace pensare ancora alle Olimpiadi come al luogo dove tutto può accadere, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista socialie, dove un atleta nero va a vincere e ad essere premiato nella Germania nazista e dove dal podio non ci si senta inadeguati ad inneggiare ai Black Panters. Boicottaggi dei Giochi in passato ce ne sono già stati, come nel caso del Sudafrica quando l'opinione pubblica si era scaldata per la situazione apartheid, quindi mi sembrerebbe alquanto meschino bollarla come inutile e controproducente solo perchè destabilizzerebbe il "mercato globale", a meno che, ripeto, non sia questa l'unica molla dell'agire e del vivere quotidiano, per cui patti chiari e amicizia lunga, si prosegue lungo questa via senza troppo scandalizzarci e magari rinfrancandoci l'anima andando a sentirci un po' più ricchi nei negozi da "tutto 1 Euro".
Una ultima considerazione sulla codardia di cui vengono tacciati i sostenitori del boicottaggio: è assolutamente vero che, alla fine, si chiede uno sforzo enorme soprattutto a quegli atleti che si sono preparati duramente giorno dopo giorno per quattro anni con in testa questo unico appuntamento, ma anche in questo caso bisogna vedere quale è la cosa prioritaria: una medaglia olimpica (che altro non è che un pezzo di metallo colorato) o lo spirito stesso che dovrebbe animare i Giochi?
Naturalmente è una considerazione che dobbiamo fare tutti, perchè se vogliamo veramente boicottare un sistema che non sa cosa voglia dire libertà di autodefinirsi, allora dobbiamo essere capaci di boicottare ciò che questo sistema produce: sono una infinità i prodotti cinesi sul nostro mercato, ma andando sul sito www.alibaba.com ci si può fare un'idea e quindi agire di conseguenza.
Sostanzialmente ci si divide tra chi vorrebbe che si boicottassero i giochi olimpici e chi invece giudica questo atteggiamento assolutamente inutile e anzi controproducente.
Mi piacerebbe spendere due parole su quest'ultima tesi: si sostiene che il boicottaggio rappresenterebbe una maniera di agire inutile, controproducente e codarda.
Inutile perchè non sposterebbe di un millimetro le posizioni della dirigenza cinese e controproducente perchè il fallimento di una manifestazioni in cui si sono profusi ingentissimi investimenti porterebbe ad una reazione a catena ugualmente eclatante: innalzamento delle barriere doganali e blocco degli investimenti dei paesi boicottatori.
Mi sembra che siano proprio queste parole codarde ed inutili, perchè in primo luogo riportano il concetto di giusto e sbagliato (da dirsi o da farsi) ad una mera transizione commerciale (cosa mi conviene, cosa potrà essere controproducente per le mie tasche); in secondo luogo sull'inutilità del gesto a me piace pensare ancora alle Olimpiadi come al luogo dove tutto può accadere, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista socialie, dove un atleta nero va a vincere e ad essere premiato nella Germania nazista e dove dal podio non ci si senta inadeguati ad inneggiare ai Black Panters. Boicottaggi dei Giochi in passato ce ne sono già stati, come nel caso del Sudafrica quando l'opinione pubblica si era scaldata per la situazione apartheid, quindi mi sembrerebbe alquanto meschino bollarla come inutile e controproducente solo perchè destabilizzerebbe il "mercato globale", a meno che, ripeto, non sia questa l'unica molla dell'agire e del vivere quotidiano, per cui patti chiari e amicizia lunga, si prosegue lungo questa via senza troppo scandalizzarci e magari rinfrancandoci l'anima andando a sentirci un po' più ricchi nei negozi da "tutto 1 Euro".
Una ultima considerazione sulla codardia di cui vengono tacciati i sostenitori del boicottaggio: è assolutamente vero che, alla fine, si chiede uno sforzo enorme soprattutto a quegli atleti che si sono preparati duramente giorno dopo giorno per quattro anni con in testa questo unico appuntamento, ma anche in questo caso bisogna vedere quale è la cosa prioritaria: una medaglia olimpica (che altro non è che un pezzo di metallo colorato) o lo spirito stesso che dovrebbe animare i Giochi?
Naturalmente è una considerazione che dobbiamo fare tutti, perchè se vogliamo veramente boicottare un sistema che non sa cosa voglia dire libertà di autodefinirsi, allora dobbiamo essere capaci di boicottare ciò che questo sistema produce: sono una infinità i prodotti cinesi sul nostro mercato, ma andando sul sito www.alibaba.com ci si può fare un'idea e quindi agire di conseguenza.
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