La bicicletta è un mezzo a dir poco affascinante, che in fondo fa parte dell'immaginario di tutti.
Chi non ha mai avuto una bicicletta, chi non ci ha perso il fiato per raggiungere un amico, una partita di calcio o un amore adolescenziale.
Dal fascino dei campioni del ciclismo, a quello del viaggio per la scoperta di città e paesaggi in assoluta libertà, arrivando a quello, più semplice, suscitato dalla bicicletta come modo di spostarsi.
Se prima la bici è sata il mezzo di trasporto più usato (se non l'unico), oggi usarla è una scelta: lo si fa per sport, per turismo, come alternativa all'automobile e allo scooter nella vita di tutti i giorni. Una scelta appunto affascinante.
Non può quindi che ispirare atmosfere di libertà, di sfida, di indipendenza e di rivincita:
Da Il bandito e il campione (Francesco De Gregori, 1992): "Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta, un'unica passione per la bicicletta, un incrocio di destini in una strana storia, di cui nei giorni nostri si è persa la memoria, una storia d'altri tempi, di prima dei motori, quando si correva per rabbia o per amore, ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce, e chi sarà il campione già si capisce"
Da Bartali (Paolo Conte, 1979): "sono seduto in cima a un paracarro e sto pensando agli affari miei tra una moto e l'altra c'e' un silenzio che descrivere non saprei. oh, quanta strada nei miei sandali quanta ne avra' fatta bartali quel naso triste come una salita quegli occhi allegri da italiano in gita e i francesi ci rispettano che le balle ancora gli girano"
Andare in bicicletta è viaggiare in solitaria e allo stesso tempo accompagnarti a tutto quello che ti circonda, perchè hai i sensi acuiti al massimo, sei un tutt'uno con le ruote che sono incollate alla strada e con lei segui i sali e scendi del terreno, spingendo sui pedali in salita fino a farti scoppiare i polmoni, per poi lanciarti a divorare in apnea le curve della discesa più ripida.
Non ti preoccupi di ciò che ci sarà dopo la prossima svolta, perchè comunque andare avanti ti tocca!
Chi non ha mai avuto una bicicletta, chi non ci ha perso il fiato per raggiungere un amico, una partita di calcio o un amore adolescenziale.
Dal fascino dei campioni del ciclismo, a quello del viaggio per la scoperta di città e paesaggi in assoluta libertà, arrivando a quello, più semplice, suscitato dalla bicicletta come modo di spostarsi.
Se prima la bici è sata il mezzo di trasporto più usato (se non l'unico), oggi usarla è una scelta: lo si fa per sport, per turismo, come alternativa all'automobile e allo scooter nella vita di tutti i giorni. Una scelta appunto affascinante.
Non può quindi che ispirare atmosfere di libertà, di sfida, di indipendenza e di rivincita:
Da Il bandito e il campione (Francesco De Gregori, 1992): "Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta, un'unica passione per la bicicletta, un incrocio di destini in una strana storia, di cui nei giorni nostri si è persa la memoria, una storia d'altri tempi, di prima dei motori, quando si correva per rabbia o per amore, ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce, e chi sarà il campione già si capisce"
Da Bartali (Paolo Conte, 1979): "sono seduto in cima a un paracarro e sto pensando agli affari miei tra una moto e l'altra c'e' un silenzio che descrivere non saprei. oh, quanta strada nei miei sandali quanta ne avra' fatta bartali quel naso triste come una salita quegli occhi allegri da italiano in gita e i francesi ci rispettano che le balle ancora gli girano"
Andare in bicicletta è viaggiare in solitaria e allo stesso tempo accompagnarti a tutto quello che ti circonda, perchè hai i sensi acuiti al massimo, sei un tutt'uno con le ruote che sono incollate alla strada e con lei segui i sali e scendi del terreno, spingendo sui pedali in salita fino a farti scoppiare i polmoni, per poi lanciarti a divorare in apnea le curve della discesa più ripida.
Non ti preoccupi di ciò che ci sarà dopo la prossima svolta, perchè comunque andare avanti ti tocca!
1 commento:
.... e i mille profumi che metro dopo metro ti avvolgono ....
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