lunedì 16 giugno 2008

Posizione di tiro

E' l'ultimo romanzo pubblicato a Manchette quando l'autore era ancora in vita, e da molti è considerato il suo capolavoro.
Martin Terrier è un killer di professione e nessuno sa uccidere meglio di lui, meticoloso e ossessivo è ricercato dalle peggiori organizzazioni criminali del mondo e la sua esperienza è di garanzia per qualsiasi committente.
Quando decide però di ritirarsi a vita privata, l'organizzazione per cui lavora gli impedisce in ogni modo di sottrarsi al suo destino di assassino a pagamento, innescando un vortice di morte e sangue che piano piano sgretola il mondo di gelida freddezza che il killer si era cucito addosso, per rivelare il vuoto esistenziale assoluto che lo circonda e soprattutto circonda il ricordo della donna per il cui amore aveva iniziato questo tipo di vita e per cui ora cerca di interromperla.
Alla fine però Terrier scoprirà che tutto è solo una piccola parte di una macchinazione immensamente più grande di lui, imbastita in oscure stanze del potere.
Un noir "vecchio stile", o meglio, il noir "duro e puro".
Un grande maestro del genere che da lezione ai giovani autori, e anche a molti suoi vecchi compagni di avventura (per me vedi alla voce Izzo), su come questo genere di letteratura deve essere trattato.
Forse un po' troppo acido ed essenziale, con tutte le caratteristiche del romanzo di serie Z e del pulp fiction (e lo considero un complimento), che trovi in tutte le edicole delle stazioni ferroviarie, magari dal vago odore di muffa, che è in rado di accompagnarti in interminabili viaggi in treno nell'autunno più desolante.

Titolo: Posizione di tiro
Autore: Jean Patrick Manchette
Anno: 1982
Edizione: Einaudi Tascabili Stile Libero Noir
Pagine: 152
Prezzo: Euro 9,50

Nessun commento: