Questa è la notizia dura e cruda: il 12 settembre 2008 alle ore 21:30 lo scrittore statunitense David Foster Wallace è stato trovato dalla moglie morto impiccato nella loro casa di Claremont nel sud della California, aveva 46 anni.
Uno scrittore che da subito ho inserito nella categoria dei "più grandi", dal talento incommensurabile tanto da poterlo definire il più grande scrittore vivente!
Lo shock è stato immenso, tanto più dopo che, quasi a sbeffeggio, avevo deciso la settimana prima di utilizzare questo blog per ripercorrere le tappe del suo capolavoro (Infinite Jest) facilitando la lettura di questo IMMENSO romanzo che lo ha consacrato al mondo intero.
Più ci penso più l'iniziale tentazione di lasciare perdere tutto si dissolve progressivamente, lasciando spazio alla sempre più crescente voglia di riprendere in mano il libro, soprattutto ora che anche nella realtà virtuale la notizia è stata assimilata e rielaborata (se guardate su Wikipedia, sia in italiano che in inglese, la pagina dedicata all'autore è stata modificata).
Nessuno potrà mai sapere il motivo che lo ha spinto a questo per cui è del tutto inutile anche solo porsi la domanda, per cui vorrei semplicemente chiudere con una citazione proprio da Infinite Jest:
“La persona che ha una così detta «depressione psicotica» e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette «per sfiducia» o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme”.
Uno scrittore che da subito ho inserito nella categoria dei "più grandi", dal talento incommensurabile tanto da poterlo definire il più grande scrittore vivente!
Lo shock è stato immenso, tanto più dopo che, quasi a sbeffeggio, avevo deciso la settimana prima di utilizzare questo blog per ripercorrere le tappe del suo capolavoro (Infinite Jest) facilitando la lettura di questo IMMENSO romanzo che lo ha consacrato al mondo intero.
Più ci penso più l'iniziale tentazione di lasciare perdere tutto si dissolve progressivamente, lasciando spazio alla sempre più crescente voglia di riprendere in mano il libro, soprattutto ora che anche nella realtà virtuale la notizia è stata assimilata e rielaborata (se guardate su Wikipedia, sia in italiano che in inglese, la pagina dedicata all'autore è stata modificata).
Nessuno potrà mai sapere il motivo che lo ha spinto a questo per cui è del tutto inutile anche solo porsi la domanda, per cui vorrei semplicemente chiudere con una citazione proprio da Infinite Jest:
“La persona che ha una così detta «depressione psicotica» e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette «per sfiducia» o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme”.
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