Da "La Lingua Italiana - una grammatica completa e rigorosa - Zanichelli":
OSSIMORO: figura retorica che consiste nell'accostare parole di significato contrario; è quindi una particolare forma di antitesi, in cui i due termini contradditori sono associati in un'unica espressione.
EUFEMISMO: figura retorica che consiste nel sostituire un'espressione troppo cruda o realistica con un'altra equivalente ma attenuata.
La società contemporanea, e in particolare quella italiana, mi pare si stia sempre più radicando nell'ossimoro e nell'eufemismo per spiegare tutto ciò che pensa e tutto ciò che fa (non necessariamente in questo ordine, se non addirittura ben volentieri lasciando perdere il primo passaggio).
L'ultimo provvedimento in ordine di tempo del Governo (la parola "nostro" mi fa partire dei brividi lungo la schiena paragonabili solo a quelli che mi scatena la pubblicità di un noto dentifricio in cui si morsica una mela verde) è l'approvazione dell'iniziativa del leghista Cota di creare delle classi ponte per gli studenti extracomunitari.
Questo vuol dire che i piccoli figli di migranti prima di iscriversi alla scuola dell'obbligo italiana dovranno superare un test di ammissione: se non lo supereranno verranno inseriti in classi ad hoc per imparare l'italiano e solo dopo, una volta superato il fatidico test, potranno frequentare le classi normali. E' un provvedimento a dir poco oltraggioso e pericoloso, perchè non fa niente altro che istituire le basi per un apartheid scolastico tra i figli degli stranieri immigrati in Italia e i figli degli italiani, trai bravi da una parte e chi non riesce a stare al passo con gli altri dall'altro.
Quindi ecco che entrano in gioco l'ossimoro e l'eufemismo governativo: dopo la "guerra umanitaria" arrivano le "classi di inserimento" in un contesto (come ha dichiarato uno dei firmatari del provvedimento) di "politica di discriminazione transitoria positiva"......a quando i "pestaggi salutari"?
OSSIMORO: figura retorica che consiste nell'accostare parole di significato contrario; è quindi una particolare forma di antitesi, in cui i due termini contradditori sono associati in un'unica espressione.
EUFEMISMO: figura retorica che consiste nel sostituire un'espressione troppo cruda o realistica con un'altra equivalente ma attenuata.
La società contemporanea, e in particolare quella italiana, mi pare si stia sempre più radicando nell'ossimoro e nell'eufemismo per spiegare tutto ciò che pensa e tutto ciò che fa (non necessariamente in questo ordine, se non addirittura ben volentieri lasciando perdere il primo passaggio).
L'ultimo provvedimento in ordine di tempo del Governo (la parola "nostro" mi fa partire dei brividi lungo la schiena paragonabili solo a quelli che mi scatena la pubblicità di un noto dentifricio in cui si morsica una mela verde) è l'approvazione dell'iniziativa del leghista Cota di creare delle classi ponte per gli studenti extracomunitari.
Questo vuol dire che i piccoli figli di migranti prima di iscriversi alla scuola dell'obbligo italiana dovranno superare un test di ammissione: se non lo supereranno verranno inseriti in classi ad hoc per imparare l'italiano e solo dopo, una volta superato il fatidico test, potranno frequentare le classi normali. E' un provvedimento a dir poco oltraggioso e pericoloso, perchè non fa niente altro che istituire le basi per un apartheid scolastico tra i figli degli stranieri immigrati in Italia e i figli degli italiani, trai bravi da una parte e chi non riesce a stare al passo con gli altri dall'altro.
Quindi ecco che entrano in gioco l'ossimoro e l'eufemismo governativo: dopo la "guerra umanitaria" arrivano le "classi di inserimento" in un contesto (come ha dichiarato uno dei firmatari del provvedimento) di "politica di discriminazione transitoria positiva"......a quando i "pestaggi salutari"?