Ero in libreria quando l'occhio mi è caduto sul coniglio che sta in copertina a questo libro, leggo il nome dell'autore e mi dico: ecco che fine ha fatto Nick Cave.
L'ho comprato quindi soprattutto per curiosità, per vedere quanto potesse essere bravo e geniale anche in campo letterario il nostro redivivo australiano e chiaramente non mi ha per niente deluso.
Bunny Munro, che saluta facendo il verso del coniglio, è un commesso viaggiatore, donnaiolo e gran bevitore, che si destreggia tra le strade del sud dell'Inghilterra per portare alle solitarie casalinghe i suoi prodotti di bellezza e dispensare a generose manciate il suo irresistibile fascino (quanto reale, quanto "condizionato" non l'ho mica tanto capito).
Il suicidio della moglie ne sconvolge l'esistenza, mettendolo di fronte a due realtà da quel momento ineluttabili: un figlio piccolo a cui badare e a cui insegnare i segreti del mestiere (di commesso viaggiatore, di vita, di tutto e un po'); la sempre maggiore consapevolezza di essere un'anima perduta ormai da tempo che si dibatte alla ricerca di qualche cosa tra le nebbie del Regno Unito.
Cisa decide di fare allora? Fa ciò che ha sempre fatto, si mette in viaggio con i suoi prodotti di bellezza e il figlioletto al fianco.
Si imbatterà in nuove casalinghe da soddisfare, in mariti gelosi che tenteranno di ucciderlo, in fantasmi del passato che non vogliono abbandonarlo, mentre un serial killer cornuto miete vittime ripreso da telecamere di servizio di supermarket mentre sembra che nessuno riesca a fermarlo.
Solo il figlioletto Bunny Junior ha il controllo della situazione, guidato dalla saggezza di un'encicolpedia che conosce a memoria e sfoglia in continuazione, e dai colloqui segreti con il fantasma della madre suicida.
Un racconto morale ante litteram, ma soprattuttoun tenero resoconto di una relazione padre-figlio difficile da dimenticare.
Titolo: La morte di Bunny Munro - The death of Bunny Munro
Autore. Nick Cave
Anno: 2009
Edizione: Canguri Feltrinelli.
Pagine: 260
Prezzo: Euro 16,50