Finalmente si è arrivati alla fine, domani è il giorno decisivo, chi vince vince e chi perde....
Dopo il ballottaggio di domani si saprà chi sarà il prossimo candidato premier del Centro Sinistra e quindi che andremo a votare nei prossimi mesi.
Non mi definisco assolutamento un renziano (termine assai brutto, ma assai facile da usare) ma alla fine ho votato per lui al primo turno e naturalmente bisserò domani.
La scelta è stata basata solo ed esclusivamente su una valutazione delle idee che Renzi ha messo nel suo programma, dovendo con questo accantonare all'ultimo la mia voglia di votare Vendola, così per votare la passione e il profumo di Sinistra che tanto mi è mancato negli ultimi anni.
Parlando di programma però Renzi è stato capace di dare una visione differente delle cose, una visione che, almeno, da la prospettiva di futuro.
Partiamo da scuola e università: "la riforma Berlinguer di sinistra ha solo il nome" e tutti noi sappiamo che l'università di oggi non funziona, è un laureificio senza futuro, quindi non resta che ricominciare da capo azzerando tutto ciò che è stato.
Sul lavoro basta ripensare a quello che ha detto Enrico Sola (alias suzukimaruki): prendete la vostra rubrica del telefono (se è di carta votate Bersani e basta) e guardate quante persone conoscete con un posto a tempo indeterminato; ecco, perchè continuare a votare un partito che pensa a difendere solo quel blocco sociale fatto di dipendenti pubblici e soprattutto pensionati, nicchiando sulla stragrande maggioranza dei lavoratori sotto i 40 anni (freelance, partite iva, cocopro, lavoratori a tempo determinato) a favore di un sindacato (che infatti identifica in Renzi il male assoluto manco fosse Alba Dorata) che si muove per un articolo 18 che interessa pochissimi?
E poi il concetto di potere: Bersani ha in mente la vecchia idea della grande coalizione, che da Vendola arriva a Casini, intorno al partito forte (il PD) come fosse un novello Prodi; beh, un partito che alle ultime elezioni ha raccolto il 33% dei voti e dopo gli anni del governo Berlusconi (in cui fare opposizione era la cosa più semplice del mondo) si troverebbe ora al 24% che futuro di governabilità e leadership di coalizione può garantire? Quindi perchè non pensare ad un consenso popolare che ti possa lui dare la delega per governare?
Certo cose che non mi sono piaciute nel programma di Renzi ce ne sono (e lasciamo perdere Cayman, Gori, camicia e cravatta e idee lanciate come fossero tweet), a partire e soprattutto dalla sua idea sulla politica estera: praticamente ce n'è poca e quella poca che c'è è ricca di stupidaggini; va bene l'idea degli Stati Uniti di Europa, ma (e mi riferisco al dibattito con Bersani) quando ti metti a parlare di primavera araba, Tunisia, Teheran e conflitto israelo-palestinese non puoi andare avanti per luoghi comuni e associare realtà che insieme non centrano nulla con l'altra (un po' come quando si viene a sapere che la persona che hai di fronte è argentina e tu rispondi: beh io ho un amico colombiano!?).
Si potrebbe andare a vanti all'infinito, ma la realtà è che in ogni punto c'è una discrasia: Bersani è il mondo in cui crola la casa Usher e tu sei lì a preoccuparti di annaffiare i fiori, Renzi invece ti propone il mondo di chi tenta di dare risposte nuove a domande nuove.
Per questo ho deciso che è il momento di resettare il computer, in maniera da poter riaprire la Cartella Passione su un browser nuovo di zecca.