venerdì 15 maggio 2009

Lowboy

Lowboy è un adolescente di 15 anni che vive a New York e che ha la passione per i vagoni e i tunnel della metropolitana della Grande Mela.
Lowboy è dissociato, disadattato, incapace di interagire con il mondo e con un unico pensiero nella testa che confida ad un sikh che siede accanto a lui in metro: tra dieci ore il mondo finirà e per impedirlo lui, William Hoek, deve perdere la verginità.
Da qui il romanzo comincia a scorrere in maniera veloce e ironica, introducendo subito un personaggio impareggiabile: Ali Lateef, nato Rufus Lamarck White, detective della sezione persone scomparse cui piacciono gli anagrammi, gli acrostici, i palidromi e tutti i tipi di messaggi cifrati che si possono risolvere con l'algebra di base.
E' lui il poliziotto incaricato di trovare nel più breve tempo possibile Lowboy, con l'aiuto della madre del ragazzo, Violet Heller, prima che possa accadere qualcosa di irreparabile.
Sì perchè Lowboy è scappato da un istituto di igiene mentale dove era ricoverato per una grave froma di schiozofrenia paranoide, il cui unico pensiero fisso è evitare il surriscaldamento del pianeta, in qualsiasi maniera.
Il tutto ci trascina nei bassi fondi della metropoli, dove palpabile è il grado di anonimato e degradazione che la società moderna porta con sè, su quel filo sottilissimo se non illusorio della distinzione tra realtà e follia.
Libro veloce e asciutto che, come in uno psichedelico romanzo di formazione, crea un personaggio moderno e disincantato, capace di dare un po' di luce all'ombroso mondo dell'adolescenza e della psicosi.

Titolo: Lowboy
Autore: John Wray
Anno: 2009
Editore: Canguri Feltrinello
Pagine: 239
Prezzo: Euro 16

Sotto un cielo cremisi

L'ultimissima avventura del duo Hap e Leonard, appena pubblicata e subito letta, come da copione.
Ai due viene chiesto un favore da un vecchio amico: andare a recuperare la giovanissima nipote Gadget che vive con uno spacciatore di droga che per di più è abbastanza sollecito a riempirla di botte.
Detto fatto. I nostri eroi vanno nella roulotte della gang, picchiano di brutto i quattro spacciatori e riprendono la ragazza, ma commettono un piccolo errore: Hap decide di buttare tutta la droga nel buco del cesso e naturalmente di tirare lo sciacquone.
Da questo momento si troveranno in una faccenda molto più grande di loro, tra loschi affari dell'FBI e pentiti della Dixie Mafia che vogliono indietro il loro figliolo scappato di casa, passando per scagnozzi e tagliagole senza scrupoli, fino ad incontrare Vanilla Ride, il più spietato killer di professione che esista sulla faccia della terra.
I nostri due affronteranno ogni difficoltà a colpi di cazzotti, calci nei gioielli di famiglia e fucile a canne mozze, fino ad un punto di non ritorno, quando ormai non si potrà più tornare indietro e ciò che è stato fatto segnerà per sempre le vite di tutti.
Rispetto agli altri romanzi della serie di Hap e Leonard, sicuramente il più splatter e il più violento, a volte in maniera anche assolutamente gratuita, ma d'altra parte come dire di no a due superganzi così.

Titolo: Sotto un cielo color cremisi - Vanilla Ride
Autore: Joe R. Lansdale
Anno: 2009
Editore: Fannucci Editore
Pagine: 312
Prezzo: Euro 17

Ilona arriva con la pioggia

La seconda parte, dopo "La neve dell'Ammiraglio" delle "Avventure e tribolazioni di Maqroll il Gabbiere" è stata veramente una piacevole scoperta.
Letto più che altro per curiosità, visto che Alvaro Mutis è stato lo scrittore preferito di De Andrè, non ha assolutamente deluso le aspettative.
In una Panama di cui bene si riesce a percepire l'umidità e soprattutto la immobilità, Maqroll si trova senza una nave su cui girare il mondo e quindi senza un lavoro e un soldo per tirare avanti. Nella esigenza di una soluzione che si fa sempre più pressante, una sera, improvvisamente con le piogge del Tropico, compare Ilona, vecchia amica e amante del Gabbiere, più volte persa e sempre ritrovata.
Insieme decidono, tra il ricordo di un'avventura vissuta insieme e amici ormai perduti, di gestire un postribolo la cui peculiarità è quella di far impersonificare alle prostitute il ruolo di hostess delle compagnie aeree che fanno scala a Panama.
Tutto sembra andare bene , senza intoppi e soprattutto con un bel guadagno per i gestori che, nel frattempo, si godono l'ozio della città.
Piano piano però spunta l'esigenza da parte di entrambi di ripartire per imbarcarsi in un altro affare, sicuramente molto ai margini della legalità, per cui organizzano le cose in maniera tale da poter, entro la stagione delle piogge, lasciare il locale in gestione a Longinos, aiutante tutto fare.
Quando tutto sembra deciso compare Larissa, donna inquietante, dal passato misterioso fatto di un viaggio transoceanico sul mercantile Lepanto sul labile confine tra sogno e realtà.
Inevitabilmente trascinerà i due amanti in un buco nero di inquietudine e disperazione, in fondo al quale per tutti i protagonisti le cose non saranno più le stesse.
Dalla scrittura appassionata e scorrevole alla Marquez (di cui sembra essere grande amico) Mutis sa descrivere in maniere eccellente l'atmosfera "molle" dei Tropici, facendo percorerre al lettore senza alcuna fatica o forzatura il viaggio di andata e di ritorno nella terra dell'onirico.

Titolo: Ilona arriva con la pioggia
Autore: Alvaro Mutis
Anno: 1988
Edizione: ET Einaudi
Pagine 141
Prezzo. non so perchè è un regalo